La pesca a mosca valsesiana è il tradizionale e antico metodo di pesca a mosca tipico della Valsesia, una valle ai piedi del Monte Rosa nelle alpi Nord Occidentali Italiane.
Una semplice canna fissa , una lenza in crine di cavallo intrecciato, un trenino di mosche essenziali e molta abilità da parte del pescatore, sono ancora oggi il cuore di questa tecnica elegante ed efficace allo stesso tempo.
Il sito è un invito a conoscere questa pesca e il modo di “leggere” l’ambiente acquatico che si acquisisce con essa, direttamente dai pescatori valsesiani che ancora la praticano.

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Incontro con i Morettiani


Come potete leggere negli articoli scritti in modo impeccabile dall'amico Marco Baltieri e pubblicati nei mesi scorsi sul sito, nel dopoguerra ci fu una notevole diffusione della tecnica di pesca a mosca valsesiana.Un grande contributo lo diede Luigi Cerovetti detto "Moretto" che insegnò a pescare a centinaia di persone nel Torinese e altrove tanto che nel 1956 fondò il primo club di pesca a mosca in Italia un club di pescatori alla valsesiana naturalmente. In questi ultimi mesi alcuni di loro che hanno imparato la nostra tecnica da Moretto mi hanno contattato attraverso il sito e così ho deciso di organizzare un incontro in Valsesia per conoscere di persona questi nuovi amici che hanno scritto un pezzo della storia della mosca in Italia. E' stata l'occasione per invitare anche Adriano Cerovetti figlio di Ubaldo Cerovetti che fu campione del mondo di pesca a mosca nel 1986 e nipote di Moretto , Arturo Pugno presidente della Società Valsesiana Pescatori Sportivi ha consegnato nelle mani di Adriano un quadro con la ormai famosa mappa di Otra di Balmuccia con una dedica che i pescatori valsesiani hanno voluto in segno di riconoscenza verso suo nonno vero e proprio "ambasciatore" della tecnica valsesiana.

Moretto potè diffondere la valsesiana anche grazie all'aiuto di Renato Gonetto che ci ha fatto l'onore di venirci a trovare anch'esso e di raccontarci come conobbe Luigi Cerovetti e come costruì centinaia di canne valsesiane per lui partendo da un campione , la canna originale di Moretto, che potete vedere nei filmati e nelle foto allegate che sono stati girati per permettere a tutti voi di sentire questi racconti dalla viva voce dei protagonisti e di provare le emozioni che ho provato io nel tenere in mano queste mitica canna. Adriano ha naturalmente voluto dividere questo regalo con Gonetto che si è commosso e questo è stato un momento così toccante che ,devo ammettere, ho faticato a trattenere le lacrime: bravo Renato te lo meriti!

Tra i presenti c'era anche Ferruccio Cortiana che dal Veneto ,dove ancora pesca alla valsesiana, ci ha portato le sue canne comprate dopo un incontro con Moretto avvenuto quando aveva solo sedici anni, Bruno Cordero che fu campione sociale dei Morettiani nel 1973 e nel filmato quì sotto potete sentirlo mentre racconta di come lui e i suoi amici rimasero impressionati nel vedere un valsesiano che gli mostrò come pescare i temoli. Anche Gonetto conobbe in Valsesia un grande pescatore purtroppo già scomparso soprannominato"Viulin" e ricorda come lui e un altro "Morettiano" di nome Savarino, che divenne tra l'altro campione del mondo di pesca a mosca per tre anni consecutivi, impararono a pescare i temoli proprio osservando stupefatti con quale facilità Viulin li catturava prevedendo già quale avrebbe abboccato e quale invece no! Questa giornata dedicata ai ricordi e alla valsesiana è stata una giornata storica!Che bello vedere Renato Gonetto e Arturo Pugno confrontarsi e ritrovarsi su tutto, due pescatori che grazie a tanti anni passati lungo i nostri fiumi sono portatori di un bagaglio di esperienze prezioso, per me è stato un privilegio che ora grazie a questi filmati voglio mettere a disposizione di tutti. A chi saprà ascoltare due personaggi come loro l'occasione di comprendere cosa è veramente la pesca a mosca della tradizione italiana, quella tecnica nata sui nostri torrenti e fra le nostre montagne che si fonda su un semplice nodo, simbolo del patto che lega l'anziano pescatore al giovane, che nel ricevere un sapere antico impara a comprendere l'ambiente fluviale fino al punto di sentirsi un tuttuno con esso. Sono sicuro che molti di voi che leggete avrebbero voluto essere presenti purtroppo stavolta non era possibile, ma vi anticipo già che la prossima primavera si organizzerà una giornata sul fiume quì in Valsesia così che tutti potrete pescare e vedere in azione Pugno, Gonetto, i Morettiani e Adriano Cerovetti visto che già mi hanno promesso che non mancheranno di tornare per un raduno dedicato alla pesca a mosca valsesiana.


Nei torrenti di montagna



La tecnica della pesca a mosca valsesiana è così flessibile che permette di pescare con efficacia sia in un fiume come il Sesia, sia in un piccolo torrente di montagna. Per fare questo è sufficente una canna più rapida e corta circa 3,80 m e magari scendere a due sole mosche sul trenino che leghiamo al finale. L'attrezzatura per questa tecnica è così essenziale che durante le escursioni in montagna con la mia famiglia spesso la porto nello zaino con me, in questo modo se incappo in un torrente come quello nel filmato quì sopra (e in Valsesia non è difficile trovarne di simili)posso approfittarne per qualche lancio. Una cosa che magari noterete è che durante i mie spostamenti continuo a far roteare la lenza in aria invece di prenderla in mano, è il modo usuale di muoversi che i valsesiani utilizzano quando pescano a mosca, permette di non perdere tempo e diventa una sorta di automatismo lo si fa senza nemmeno accorgersene come se il braccio andasse per conto suo. In un attimo sei pronto per lanciare e se usi mosche che devono stare a galla le hai anche asciugate nel frattempo, come al solito per la valsesiana semplice, essenziale ed efficace.