La pesca a mosca valsesiana è il tradizionale e antico metodo di pesca a mosca tipico della Valsesia, una valle ai piedi del Monte Rosa nelle alpi Nord Occidentali Italiane.
Una semplice canna fissa , una lenza in crine di cavallo intrecciato, un trenino di mosche essenziali e molta abilità da parte del pescatore, sono ancora oggi il cuore di questa tecnica elegante ed efficace allo stesso tempo.
Il sito è un invito a conoscere questa pesca e il modo di “leggere” l’ambiente acquatico che si acquisisce con essa, direttamente dai pescatori valsesiani che ancora la praticano.

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Mosche piume e colori


Per la costruzione delle mosche valsesiane non serve altro che un amo, una piuma e della seta. Anticamente a Varallo c'era un setificio e ancora oggi non si abbandona questo materiale in favore dei moderni filati perchè la seta in acqua assume colori e sfumature che gli altri materiali non riescono a mio avviso a riprodurre. I colori impiegati per il corpo delle mosche variano e per la trota su usa preferibilmente: il blu, il giallo, il rosso,il marrone, il verde, il viola e l'arancio; per il temolo la rosa dei colori è più estesa e comprende anche il rosa chiaro, il celeste, il verde chiaro e il grigio. Importantissima la scelta delle piume che per l'azione "viva" che devono attribuire alla mosca vanno selezionate con cura per morbidezza e finezza delle barbe, oltre che per il colore naturalmente. Per la trota si usano le piume di beccaccia chiare e scure, quelle striate della starna o della pernice variabile, di coturnice , di gallinella d'acqua e di fagiano mongolia. Per le mosche da temolo vengono impiegate le piume del tordo , della cesena, dello storno, della merla, del frosone e del ciuffolotto, uccelli questi ultimi, da alcuni anni ed in alcune regioni protetti, per cui si dovrà ricorrere a dei surrogati che comunque abbiano le stesse particolarità. Le mosche si costruiscono senza l'aiuto del morsetto e se necessario direttamente sul fiume , magari per ricostruire l'artificiale andato perduto che in quel momento stava dando i risultati migliori, anche in questo la flessibilità della valsesiana è ineguagliabile. Gli abbinamenti fra piuma e colore del corpo e le loro dimensioni sono determinanti per l'efficacia della mosca e variano a seconda del periodo dell'anno e del luogo in cui si pesca , saranno sufficienti pochi tentativi perchè troviate i vostri personali modelli che aumenteranno con il passare del tempo fino a raggiungere un buon numero che vi permetterà di avere sempre la mosca adatta al momento e all'acqua in cui pescate. Prediligete la semplicità e alternate mosche chiare a mosche scure sui vostri trenini per aumentare le possibilità di cattura e non dimenticate che è importante avere l'esca giusta ma senza una presentazione corretta anche la mosca migliore non serve a nulla. Qui in fotografia vedete un esempio di una mosca classica che ho costruito con il corpo giallo e una piuma di beccaccia chiara , come potete osservare le barbe formano un cerchio intorno al corpo di morbidissimi steli pronti a muoversi al primo accenno di corrente; ecco dove nasce la vitalità che è il segreto vero dell'efficacia delle valsesiane.


Franco Mognetti


Proseguendo la nostra lista dei personaggi che fanno e hanno fatto in passato la storia della pesca a mosca valsesiana non potevo non ricordare un bravissimo pescatore di Rimasco, il paese di origine della mia famiglia, il suo nome era Franco Mognetti. Anche se posso mostrarvelo sul torrente solo in una vecchia foto sfuocata, in realtà ancora oggi in Val Sermenza tutti lo ricordano molto bene e basta nominarlo per sentirsi raccontare gli episodi che lo descrivono come un pescatore eccezionale uno di quelli che sembrano avere un dono per la pesca a mosca tanto da essere ricordati per imprese e catture quasi mitiche. Un pescatore ad esempio mi raccontò di averlo incontrato sul Sermenza durante un'uscita a spinning, Franco stava pescando con la sua valsesiana e gli disse : "Vai pure avanti tu io ti seguo", chi ha una minima conoscenza della pesca sa bene che risalire un torrente appena dietro ad un altro pescatore equivale a prendere poco o nulla. Invece non solo a fine serata Franco aveva più trote dell'amico ma alla domanda: "Ma come fai?" indicò un sasso e disse: "Guarda dietro quel sasso c'è una trota, ora stai a vedere" lanciò appena a monte e fece danzare le sue mosche in modo da spingere la trota a salire a ghermirle , improvvisamente con un gesto la ferrò lasciando a bocca aperta l'incredulo osservatore. Quest' estate sono andato a pescare con Giacomo il nipote di Franco che utilizza ancora la canna del nonno e che sta imparando ora la tecnica valsesiana, mentre eravamo sul fiume lui ha raccolto un pezzo di legno lavorato dall'acqua che ricordava la testa e il becco di un airone e lo ha regalato a mio figlio. Portare a casa per esporli come soprammobili questi legni dalle forme curiose frutto dell'usura causata dal torrente era un'abitudine di suo nonno, è stato bello per me vedere che anche Giacomo ha questa passione come ce l'ha per la pesca a mosca valsesiana , sono sicuro che ha le carte in regola per diventare un grande pescatore anche lui.


Per mostrarvi cosa significa pescare a mosca valsesiana in un torrente ho caricato un nuovo video girato una sera dello scorso settembre con acque basse e calme che richiedono ancora più attenzione per non farsi scorgere dalle trote selvatiche pronte a correre a nascondersi appena vedono muoversi un'ombra. Naturalmente anche per questo si pesca a risalire e quì potete vedere due cose che vi aiutino a comprendere meglio la mosca valsesiana: la prima è che anche pescando da sotto vedete bene come la lenza in crine e la lunga canna permettono di tenere sempre il contatto con le mosche che rimangono a galla e la seconda è che proprio grazie a questo le trote salgono in superfice a prendere le mosche e all'inizio del video si scorge chiaramente la bollata fragorosa prima della mia ferrata(questo dovrebbe servire a levare ogni dubbio a chi pensa ancora che si tratta di una pesca sommersa).