La pesca a mosca valsesiana è il tradizionale e antico metodo di pesca a mosca tipico della Valsesia, una valle ai piedi del Monte Rosa nelle alpi Nord Occidentali Italiane.
Una semplice canna fissa , una lenza in crine di cavallo intrecciato, un trenino di mosche essenziali e molta abilità da parte del pescatore, sono ancora oggi il cuore di questa tecnica elegante ed efficace allo stesso tempo.
Il sito è un invito a conoscere questa pesca e il modo di “leggere” l’ambiente acquatico che si acquisisce con essa, direttamente dai pescatori valsesiani che ancora la praticano.

La storia

Indizi dal passato


La storia della pesca a mosca valsesiana è sicuramente legata alla sopravvivenza delle nostre genti in una valle alpina come poteva essere la Valsesia del passato, infatti se la pesca nacque ovunque come esigenza per il sostentamento, a maggior ragione qui doveva essere ancora più importante che altrove. I nostri avi dovevano essere persone di una tempra notevole, io li direi quasi “ eroica”, visto che scelsero di vivere fra queste montagne così povere di risorse che la perdita di una mucca poteva significare fame e forse addirittura la morte. Il patrimonio ittico era talmente importante che già nel 1478 gli Statuti della Valsesia regolamentavano la pesca e vietavano di portare il pescato al di fuori della valle. Per integrare la povera dieta però, i valsesiani, talvolta ricorrevano all’uso di sostanze come la calce per avvelenare i pesci, questo preoccupò a tal punto le autorità che già nel 1581 furono emanate norme per punire con pene molto severe chi utilizzava tali sistemi. Fino ad arrivare al 1791 quando si proibisce espressamente di pescare con qualunque strumento al di fuori della canna unico mezzo consentito per tutto l’arco dell’anno. Questo è un indizio importante per comprendere perché le genti della valsesia svilupparono una tecnica di pesca tanto raffinata e geniale come è potuta diventare la mosca valsesiana, essere bravi pescatori significava cibo e sostentamento per se e la propria famiglia e non stupisce che i valsesiani si siano dedicati con tanto impegno allo sviluppo di una tecnica così efficace. Tecnica composta anche di piccoli segreti che ancora oggi il valsesiano è reticente a svelare, proprio come un tempo doveva essere importante non insegnare al proprio vicino quegli accorgimenti che gli avrebbero permesso di diventare un concorrente sul fiume. Esiste una rappresentazione di un pescatore nell’atto di salpare un pesce in una mappa catastale di Balmuccia datata 1775 (vedi foto). Dall’attrezzatura e dalla postura sembra pescare a mosca valsesiana, ma quello che è interessante è anche la tipica cavagnola a tracolla che è identica a quella che ancora utilizziamo oggi , altro tratto caratteristico di come il tempo non abbia alterato gli usi e i costumi dei pescatori di questa valle particolare. (nella galleria dedicata alla storia trovate la foto della mappa per intero).


L'arte e la pesca a mosca


Sappiamo che la pesca a mosca Valsesiana è una tecnica di pesca molto antica e che ci è stata tramandata esclusivamente per via orale come molte delle tradizioni che facevano parte della cultura popolare di un tempo, ma quanto è antica? La risposta è stata trovata in mano ad un santo, San Zeno, nella pala dell'altare della parrocchia di Borso del Grappa in Veneto. Non vi nascondo che quando ho visto per la prima volta l'affresco di Jacopo da Ponte del 1538 ho fatto un balzo sulla sedia! Non credevo ai miei occhi, il santo regge una canna con una lenza in crine bianco che termina con una moschetta , ad una delle mosche è appeso un temolo e le altre che penzolano dalla sua mano, oltre ad essere del tutto simili alle valsesiane, sono legate esattamente come quelle che utilizziamo oggi con la stessa lunghezza dei braccioli e alla stessa distanza l'una dall'altra!Notate che il santo è rappresentato con un temolo altra conferma del fatto che proprio la pesca dei temoli doveva essere il motivo che spingeva i pescatori a dedicarsi alla pesca a mosca perchè le trote avrebbero potuto prenderle con numerosi altri sistemi. Questa scoperta ha dimostrato come in molte delle vallate dell'arco alpino si pescava a mosca fin dal 1500 e che queste tecniche che avevano ciascuna dei tratti distintivi che le identificavano, erano comunque simili tra loro. Oltre a questo sapppiamo che nel Treatyse il famoso testo del 1486 troviamo le indicazioni per costruire una canna in tre sezioni del tutto somigliante alla canna per la valsesiana in uso fino ad oggi. Dopo queste scoperte mi sono chiesto se fra le centinaia di affreschi presenti nelle chiese e negli edifici sacri di tutta la Valsesia, non fosse possibile trovare una rappresentazione simile a quella di Jacopo da Bassano. Forse sono stato fortunato, ma ecco che le mie ricerche appena iniziate sembrano subito avere successo, fra gli affreschi del seicento sui muri della cappella delle tentazioni di Cristo al Sacro Monte di Varallo, trovo una scena di pesca dove si vedono alcuni pescatori sulle rive di un fiume nell'atto di pescare, quello sulla destra sembra avere una cavagnola che gli pende dalla schiena.Gli affreschi sono ad opera di Melchiorre D'Enrico fratello del famoso Tanzio da Varallo considerato il Caravaggio delle alpi. Sul portale che immette sul sagrato della parrocchia di Boccioleto in Val Sermenza, ecco invece spuntare San Pietro che regge due temoli appesi ad un filo alla mano destra, l'opera settecentesca si rifà all'originale di Antonio Orgiazzi e ancora una volta il temolo è considerato un pesce pregiato al punto da essere rappresentato in mano ad un santo.(tutte queste foto si possono ingrandire nella galleria delle immagini dedicate alla storia)Insomma possiamo dire che la pesca a mosca ha una lunghissima tradizione in Italia e le opere d'arte sono lì a ricordarcelo ,come è accaduto per molte altre cose siamo stati bravi ad assimilare ciò che arrivava dall'estero ma non possiamo cancellare la storia che ci appartiene e qui in Valsesia, se volete, è ancora possibile ritrovare una tecnica che ha saputo resistere al passare del tempo e si ripropone come una validissima alternativa in grado di regalare grandi soddisfazioni a chi ci si vorrà dedicare.